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martedì 1 novembre 2016

Novembre, mese dedicato ai defunti!

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Novembre, tradizionalmente, è il mese che la Chiesa consacra ai fedeli defunti. La dottrina cattolica insegna che dopo la vita presente vi è un’altra vita o eternamente beata per gli eletti in paradiso, o eternamente infelice per i dannati all’inferno. Coloro che muoiono nella grazia e nell'amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo. La Chiesa chiama Purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt'altra cosa dal castigo dei dannati. Se la fede ci insegna che esiste un purgatorio dove i peccati da espiare costringono i nostri cari, ci insegna anche che noi possiamo essere loro di aiuto (Concilio di Trento, Sess. XXV) ed è teologicamente certo che la loro liberazione, più o meno sollecita, è nelle nostre mani.

Come possiamo liberare le anime dal Purgatorio?

La Santa Messa è il mezzo più potente per liberare le Anime del Purgatorio, perché la Messa è la ripresentazione sacramentale del Sacrificio della Croce il cui valore, di per se, è infinito, in quanto atto del Figlio di Dio, compiuto in un certo momento storico da una persona (il sacerdote) che agisce in persona di Cristo. Oltre alla Santa Messa, molto efficaci per i defunti sono anzitutto il Santo Rosario, ma anche la pia pratica della Corona dei 100 Requiem, che non è altro che una serie di cento “eterno riposo” da applicare per la persona defunta. Quando si è in stato di grazia e ci si può accostare alla Comunione sacramentale, molto giova alle anime dei defunti applicare la Santa Comunione per una di esse. Stesso discorso vale per le elemosine, che possono  essere  applicate anche in suffragio delle anime dei defunti. Basta semplicemente esprimere  mentalmente l’intenzione  di  fare  una  certa elemosina per l’anima del defunto “X” e quell’elemosina sarà da Dio applicata a sconto della sua pena. L’ultimo grande strumento di suffragio per le anime purganti sono i  sacramentali: in particolare  l’acqua  benedetta  (prevista anche dal Rituale delle Esequie, durante  la benedizione del sepolcro da parte del sacerdote) che va aspersa sulla tomba dei defunti, anche da parte di un comune fedele; così come accendere un cero benedetto (ovviamente di cera vera, non alimentato ad energia elettrica) dinanzi ai sepolcri dei defunti. Entrambe queste pie pratiche vantano una tradizione antichissima e andrebbero fatte spesso e con devozione per il bene delle povere Anime del Purgatorio.

Molti santi hanno avuto a che fare con le anime del Purgatorio, ne vediamo alcuni:

San Nicola da Tolentino (1245-1305), vissuto nel XIII secolo, ebbe un’esperienza mistica che poi lo rese patrono delle Anime del Purgatorio. Un sabato notte, dopo una prolungata preghiera, era nel suo letto e cercava di addormentarsi, quando udì una voce lamentosa che gli diceva: “Nicola, Nicola, guardami se mi riconosci! Sono il tuo fratello e compagno fra Pellegrino; da tanto tempo soffro grandi pene nel Purgatorio. Per questo ti chiedo di offrire domani la Santa Messa per me per vedermi al fine liberato e andare nei cieli… Vieni con me e guarda”. Il Santo lo seguì e vide una pianura immensa coperta da innumerevoli anime, erano i turbini di fiamme purificatrici, anime che tendevano le loro mani, lo chiamavano e gli chiedevano aiuto. Commosso a questa visione, Nicola informò il superiore, il quale gli diede il permesso di celebrare per diversi giorni la Messa per le Anime del Purgatorio. Dopo sette giorni, gli apparve fra Pellegrino, risplendente e glorioso, insieme ad altre anime per ringraziarlo e dimostrargli l’efficacia delle sue suppliche. Da qui ha origine la devozione del settenario di san Nicola per le Anime del Purgatorio, che consiste nel far celebrare per sette giorni di seguito la Messa per le Anime del Purgatorio.

Santa Maddalena de’ Pazzi (1566-1607), una volta, poté vedere suo fratello defunto. Così si espresse: “Tutti i tormenti dei martiri sono come un giardino di delizie in confronto di quello che si soffre in Purgatorio”.

San Pio da Pietrelcina (1887- 1968): una sera Padre Pio stava riposando in una stanza, al pianterreno del convento, adibita a foresteria. Era solo e si era da poco disteso sulla branda quando, improvvisamente, ecco comparire davanti a lui un uomo avvolto in un nero mantello a ruota. Padre Pio, sorpreso, alzandosi, chiese all'uomo chi fosse e che cosa volesse. Lo sconosciuto rispose di essere un'anima del Purgatorio. "Sono Pietro Di Mauro. Sono morto in un incendio, il 18 settembre 1908, in questo convento adibito, dopo l'espropriazione dei beni ecclesiastici, ad un ospizio per vecchi. Morii fra le fiamme, nel mio pagliericcio, sorpreso nel sonno, proprio in questa stanza. Vengo dal Purgatorio: il Signore mi ha concesso di venirvi a chiedere di applicare a me la vostra Santa Messa di domattina. Grazie a questa Messa potrò entrare in Paradiso". Padre Pio assicurò che avrebbe applicato a lui la sua Messa... ma ecco le parole di Padre Pio: "Io, volli accompagnarlo alla porta del convento. Mi resi pienamente conto di aver parlato con un defunto sol-tanto quando usciti nel sagrato, l'uomo che era al mio fianco, scomparve improvvisamente. Devo confessare che rientrai in convento alquanto spaventato. A padre Paolino da Casacalenda, Superiore del convento, al quale non era sfuggita la mia agitazione, chiesi il permesso di celebrare la Santa Messa in suffragio di quell'anima, dopo, naturalmente, avergli spiegato quanto accaduto". Qualche giorno dopo, Padre Paolino, incuriosito, volle fare qualche controllo. Recatosi all'anagrafe del Comune di San Giovanni Rotondo, richiese ed ottenne il permesso di consultare il registro dei deceduti nell'anno 1908. Il racconto di Padre Pio, corrispondeva a verità. Nel registro relativo ai decessi del mese di settembre, Padre Paolino rintracciò il nome, il cognome e la causale della morte: "In data 18 settembre 1908, nell'incendio dell'ospizio è perito Pietro di Mauro, fu Nicola".

Usiamo la carità verso queste povere anime che tanto hanno bisogno dei nostri suffragi e ricordiamo che un giorno, probabilmente, avremo anche noi bisogno delle preghiere di suffragio per abbreviare la nostra pena in Purgatorio.

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