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martedì 18 ottobre 2016

Nos prædicámus Christum crucifíxum



Il 19 Ottobre i chierici della Congregazione della Passione di Gesù Cristo, comunemente chiamati dal popolo i Padri Passionisti, festeggiano il loro fondatore , il mistico San Paolo della Croce. Il primo suo biografo, suo illustre figlio, San Vincenzo Maria Strambi, così ne traccia il profilo: “Fu di presenza grave e maestosa. Amabile. Alto di statura. Di volto sereno e naturalmente modesto. Di occhio vivo e sereno. Di fronte elevata e spaziosa. Di voce chiara, sonora e penetrante. Di maniere piene di affabilità e rispetto”. Nel giorno della festa la Sacra Liturgia ne canta le sue imprese: “Uomo di Dio, sotto il vessillo della Croce raccolse soldati di Cristo; insegnò loro a vivere uniti con Dio, a muovere guerra contro l’inferno, a predicare al mondo Gesù Crocifisso. Cacciatore delle anime, araldo del Vangelo, lucerna luminosa! Dalle piaghe di Cristo apprese la sapienza, dal suo sangue trasse vigore, con la sua Passione convertì i popoli”. Il suo alto ideale era il Cristo Crocifisso, spese la sua vita strappando le anime all'inferno per conquistarle al gran Re piagato, attraverso la predicazione e il ministero sacerdotale che con zelo apostolico svolse fino all'ultimo istante della sua vita. A 26 anni rompe la logica del mondo, veste e vive da povero e penitente. Per ispirazione divina fondò un istituto religioso con lo scopo di annunciare la Passione del Signore, non solo come evento del passato, ma come realtà presente nella vita degli uomini. I Passionisti si accostano a coloro che oggi sono crocifissi dalla ingiustizia, dalla violenza e da ogni forma di sofferenza, tramite le missioni popolari, loro attività specifica. I figli del “Mistico del Calvario” portano sull'abito un simbolo o segno: un cuore bianco sormontato dalla croce, con una scritta JESU XPI PASSIO (Passione di Gesù Cristo). Questo simbolo ricorda a tutti il mandato di San Paolo della Croce: ci dedichiamo a fare memoria delle sofferenze di Gesù e a promuovere, nei cuori della gente, una vera devozione alla sua passione. In un mondo dove la sofferenza, il sacrificio e la morte vengono visti con disprezzo e fuggiti, Paolo della Croce ci ricorda che l’Onnipotente Dio si è fatto uomo in Gesù Cristo e non considerando un tesoro geloso l’essere Dio, spogliò se stesso assumendo la condizione di servo, facendosi obbediente fino alla morte in croce. Ė dalla Croce di Cristo che l’umanità è redenta, è dal Calvario che scaturisce ancora oggi il fiume di grazie necessarie per la salvezza.

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