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mercoledì 10 agosto 2016

Il diaconato femminile una pia illusione?



Negli ultimi mesi, dalle sfere più alte della gerarchia cattolica e non solo, si sta sentendo parlare del ripristino delle diaconesse. Un altro tentativo di archeologismo religioso?

Oggi 10 agosto la santa Romana Chiesa festeggia San Lorenzo diacono, martire.  Le antiche fonti lo indicano come Arcidiacono di papa Sisto II; cioè il primo dei sette diaconi allora al servizio della Chiesa romana. Assiste il Papa nella celebrazione dei riti, distribuisce l’Eucaristia e amministra le offerte fatte alla Chiesa. Il diacono fu istituito dal collegio Apostolico nel I secolo per il servizio ai poveri e alle vedove, in effetti la parola “diacono” viene dal greco διάκονος - diákonos, ovvero servitore. Significativa è la citazione dei diaconi che nelle Sacre Scritture si ritrova negli Atti degli Apostoli 6:1-7, dove vengono presentati sette uomini di ottima reputazione, ordinati dagli apostoli mediante l'imposizione delle mani, perché servissero alle mense.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica spiega molto bene cosa si intende per ordine sacro infatti così afferma: L'Ordine è il sacramento grazie al quale la missione affidata da Cristo ai suoi Apostoli continua ad essere esercitata nella Chiesa sino alla fine dei tempi: è, dunque, il sacramento del ministero apostolico. Comporta tre gradi: l'Episcopato, il presbiterato e il diaconato.(1536.). Il diaconato è l’ultimo grado del Ordine sacro, infatti « In un grado inferiore della gerarchia stanno i diaconi, ai quali sono imposte le mani "non per il sacerdozio, ma per il servizio" ».  Per l'ordinazione al diaconato soltanto il Vescovo impone le mani, significando così che il diacono è legato in modo speciale al Vescovo nei compiti della sua «diaconia». (CCC. , 1569); il Catechismo continua specificando: I diaconi partecipano in una maniera particolare alla missione e alla grazia di Cristo. Il sacramento dell'Ordine imprime in loro un sigillo («carattere») che nulla può cancellare e che li configura a Cristo, il quale si è fatto «diacono», cioè servo di tutti. Compete ai diaconi, tra l'altro, assistere il Vescovo e i presbiteri nella celebrazione dei divini misteri, soprattutto dell'Eucaristia, distribuirla, assistere e benedire il Matrimonio, proclamare il Vangelo e predicare, presiedere ai funerali e dedicarsi ai vari servizi della carità. (1570.)

Ma allora come la mettiamo con la questione delle diaconesse? Sono veramente esistite e che ruolo avevano nella Chiesa primitiva? Nella Lettera ai Romani 16, 1-2 si parla di diaconesse "Vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diacono della chiesa di Cencre, perché la riceviate nel Signore, in modo degno dei santi, e le prestiate assistenza in qualunque cosa ella possa aver bisogno di voi; poiché ella pure ha prestato assistenza a molti e anche a me." Ma questa diaconessa partecipa dell’Ordine sacro? Assolutamente no.

Si tratta di un servizio che alcune donne prestavano in alcuni momenti delle varie funzioni sacre come: procedere all'unzione corporale delle donne al momento del Battesimo, istruire le donne neofite, andare a visitare a casa le donne credenti e soprattutto le ammalate, cose che un uomo non poteva di certo fare. Era loro vietato amministrare il battesimo o svolgere un ruolo nell'Offerta Eucaristica (DA 3, 12, 1-4).  Le diaconesse hanno preso il sopravvento sulle vedove. Dopo il X secolo le diaconesse non sono più nominate se non in connessione con istituzioni di beneficenza.

Oggi porterebbe a grande confusione parlare di diaconesse, perché la Chiesa ha smesso l’utilizzo di questo termine, riferito a quelle donne, che come abbiamo visto, svolgevano un ruolo particolare nelle prime comunità cristiane. Men che meno si può  parlare di ammissione all’ Ordine Sacro alle donne. San Giovanni Paolo II con la LETTERA APOSTOLICA ORDINATIO SACERDOTALIS del 1994 mette la parola fine alla discussione sul sacerdozio femminile affermando che "L'ordinazione sacerdotale, mediante la quale si trasmette l'ufficio che Cristo ha affidato ai suoi Apostoli di insegnare, santificare e governare i fedeli, è stata nella Chiesa cattolica sin dall'inizio sempre esclusivamente riservata agli uomini."

Le donne già svolgono un ruolo importante nelle nostre chiese, come il servizio alla Caritas, nell'istruire i bambini alla dottrina Cattolica e a tante altre funzioni utili alla comunità ecclesiale. Non c’è assolutamente bisogno che salgano sull'altare per sostituire il prete o il diacono in un impegno che per Divina volontà non gli compete. Maria Santissima, come afferma s. Giovanni Paolo II nell’ORDINATIO SACERDOTALIS, pur avendo una dignità superiore agli Angeli non ha mai preteso l’ordinazione sacra. Lei che ha portato il Verbo di Dio nel suo seno verginale, per predisposizione Divina non ha partecipato alla missione Apostolica.

Impariamo da Maria Vergine l’obbedienza e l’umiltà dovuti a Dio e al Magistero della Chiesa

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