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lunedì 15 agosto 2016

Assumpta est María in coelum!


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Da tutto l’Orbe cattolico, oggi 15 Agosto, si innalza festoso e unanime il canto alla più tenera tra le Madri e alla più potente tra le Regine “Assumpta est María in coelum: gaudet exércitus Angelórum. Allelúia” L’Assunzione di Maria in anima e in corpo al cielo è stata sempre creduta e festeggiata sia nella Chiesa d’Oriente con il nome “Dormitio Virginis Mariae”, sia nella Chiesa d’Occidente con il nome “Assumptione Mariae”. Ma come dogma divino e cattolico fu definito dal Venerabile Pio XII il 1° Novembre 1950 con la costituzione dogmatica “MUNIFICENTISSIMUS DEUS”. Davanti a una moltitudine di vescovi e fedeli, seduto sul Trono di Piero, Pio XII con solennità definisce: “per l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”.

Questa verità di Fede, pur non contenuta esplicitamente nelle Sacre Scritture, fu trasmessa dalla perenne Tradizione della Chiesa. Infatti il primo scritto attendibile che narra dell’Assunzione di Maria Vergine in Cielo, come la Tradizione fino ad allora aveva tramandato oralmente, reca la firma del Vescovo san Gregorio di Tours ( 538 ca.- 594), storico e agiografo gallo-romano: «Infine, quando la beata Vergine, avendo completato il corso della sua esistenza terrena, stava per essere chiamata da questo mondo, tutti gli apostoli, provenienti dalle loro differenti regioni, si riunirono nella sua casa. Quando sentirono che essa stava per lasciare il mondo, vegliarono insieme con lei. Ma ecco che il Signore Gesù venne con i suoi angeli e, presa la sua anima, la consegnò all’arcangelo Michele e si allontanò. All’alba gli apostoli sollevarono il suo corpo su un giaciglio, lo deposero su un sepolcro e lo custodirono, in attesa della venuta del Signore. Ed ecco che per la seconda volta il Signore si presentò a loro, ordinò che il sacro corpo fosse preso e portato in Paradiso».

Anche i Padri della Chiesa convergono nello stessa verità, san Giovanni Damasceno (676 ca.- 749) scriverà: «Era conveniente che colei che nel parto aveva conservato integra la sua verginità conservasse integro da corruzione il suo corpo dopo la morte. Era conveniente che colei che aveva portato nel seno il Creatore fatto bambino abitasse nella dimora divina. Era conveniente che la Sposa di Dio entrasse nella casa celeste. Era conveniente che colei che aveva visto il proprio figlio sulla Croce, ricevendo nel corpo il dolore che le era stato risparmiato nel parto, lo contemplasse seduto alla destra del Padre. Era conveniente che la Madre di Dio possedesse ciò che le era dovuto a motivo di suo figlio e che fosse onorata da tutte le creature quale Madre e schiava di Dio». Anche san Germano di Costantinopoli trovava consentanea l'incorruzione e l'assunzione al cielo del corpo della Vergine Madre di Dio, non solo alla sua divina maternità, ma anche alla speciale santità del suo stesso corpo verginale: «Tu, come fu scritto, apparisci "in bellezza", e il tuo corpo verginale è tutto santo, tutto casto, tutto domicilio di Dio; cosicché anche per questo sia poi immune dalla risoluzione in polvere; trasformato bensì, in quanto umano, nell'eccelsa vita della incorruttibilità; ma lo stesso vivo, gloriosissimo, incolume e dotato della pienezza della vita»

I teologi più eccelsi del medioevo, come San Alberto Magno e San Tommaso d’ Aquino, dopo aver raccolti, per provare questa verità, vari argomenti, fondati sulla s. Scrittura, la Tradizione, la Liturgia e la ragione teologica, concludono: «Da queste ragioni e autorità e da molte altre è chiaro che la beatissima Madre di Dio è stata assunta in corpo ed anima al disopra dei cori degli angeli. E ciò crediamo assolutamente vero». E in un discorso tenuto il giorno dell'Annunciazione di Maria, spiegando queste parole del saluto dell'angelo: «Ave, o piena di grazia ...», il dottore universale paragona la santissima Vergine con Eva e dice espressamente che fu immune dalla quadruplice maledizione alla quale Eva fu soggetta. (cfr. MUNIFICENTISSIMUS DEUS).

Anche la Divina Liturgia ci viene in aiuto per supportare questa ineffabile credenza, infatti Pio XII nella bolla dogmatica afferma: “Nei libri liturgici, che riportano la festa sia della Dormizione sia dell'Assunzione di Santa Maria, si hanno espressioni in qualche modo concordanti nel dire che quando la vergine Madre di Dio salì al cielo da questo esilio, al suo sacro corpo, per disposizione della divina Provvidenza, accaddero cose consentanee alla sua dignità di Madre del Verbo incarnato e agli altri privilegi a lei elargiti. Ciò è asserito, per portarne un esempio insigne, in quel Sacramentario che il Nostro predecessore Adriano I, d'immortale memoria, mandò all'imperatore Carlo Magno. In esso infatti si legge: «Degna di venerazione è per noi, o Signore, la festività di questo giorno, in cui la santa Madre di Dio subì la morte temporale, ma non poté essere umiliata dai vincoli della morte colei che generò il tuo Figlio, nostro Signore, incarnato da lei».

La stessa Vergine Santa, apparendo il 12 Aprile del 1947 all’eretico Bruno Cornacchiola, nella grotte delle Tre Fontane, nella periferia di Roma, rivela “Il mio Corpo non marcì, né poteva marcire. Mio Figlio e gli Angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso.

Anche il Concilio Vaticano II, ultimo concilio della Chiesa, conferma la dottrina dell’Assunzione nel punto 59 della Lumen gentium : “Infine la Vergine immacolata, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria in anima e corpo e dal Signore esaltata quale regina dell'universo per essere così più pienamente conforme al figlio suo, Signore dei signori (cfr. Ap 19,16) e vincitore del peccato e della morte.

Perché il giorno dell'Assunta è detto anche Ferragosto? Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina “feriae Augusti” (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall'imperatore Augusto nel 18 a.C. che si aggiungeva alle esistenti e antichissime festività cadenti nello stesso mese, come i Vinalia rustica o i Consualia, per celebrare i raccolti e la fine dei principali lavori agricoli. L'antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di auto-promozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti.

Cosa dice a noi uomini del terzo millennio la festa dell’ Assunta? L’ Assunta diviene paradigma dell’ essere umano, in quanto anticipa la sorte dei cristiani e rappresenta la forma concreta della speranza cristiana. Questa festa, inoltre, attira l’attenzione sulla corporeità, come dono originario. Lo sguardo rivolto all’ Assunta rappresenta quindi una terapia alla disperazione umana del mondo tecnologico. Maria glorificata dipinge a vivi colori il futuro che attende i credenti: la perfetta e integrale redenzione umana e la comunione eterna con Dio nel suo ineffabile mistero trinitario.

Papa Benedetto XVI durante l’ Angelus del 15 Agosto 2011 così ammaestra: “E’ un mistero grande quello che oggi celebriamo, è soprattutto un mistero di speranza e di gioia per tutti noi: in Maria vediamo la meta verso cui camminano tutti coloro che sanno legare la propria vita a quella di Gesù, che lo sanno seguire come ha fatto Maria. Questa festa parla allora del nostro futuro, ci dice che anche noi saremo accanto a Gesù nella gioia di Dio e ci invita ad avere coraggio, a credere che la potenza della Risurrezione di Cristo può operare anche in noi e renderci uomini e donne che ogni giorno cercano di vivere da risorti, portando nell’oscurità del male che c’è nel mondo, la luce del bene.

Maria Santissima quale Corredentrice insieme al Figlio Redentore partecipa anticipatamente, per i meriti di Lui, alla sua Resurrezione. Anche noi pellegrini sulla terra alziamo lo sguardo a Cielo meta del nostro pellegrinaggio, fiduciosi che un giorno saremo con Maria e con tutta la coorte celeste a cantare in eterno il triplice Sanctus, Sanctus, Sanctus Dóminus Deus Sábaoth.

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