.

.

venerdì 1 luglio 2016

Redemisti nos Domine in Sanguine Tuo

                 
Il 1 Luglio la Congregazione della Passione di Gesù Cristo e la Società di vita apostolica fondata da San Gaspare del Bufalo festeggiano la festa del Preziosissimo Sangue di Cristo. Il Sangue di Cristo è la più grande e perfetta rivelazione dell'Amore del Padre Celeste e la sua effusione vivificante è sorgente della Chiesa, che continuamente rinasce nutrendosi del Sangue Divino, e, attraverso di essa, è riscatto per l'uomo peccatore a cui viene donata la salvezza. Infatti la linfa vitale che fa crescere e fortificare la Chiesa nel suo pellegrinaggio terreno è il Sangue del Divino Agnello che ogni giorno continua a versare sugli Altari, in una perenne alleanza d'Amore. Anche San Paolo nelle sue lettere parla con devozione del riscatto umano dal peccato, che è avvenuto tramite la morte di Gesù, il quale ha tanto amato gli uomini fino a versare il suo Preziosissimo Sangue. Dal punto di vista storico la devozione al Preziosissimo Sangue è antichissima, infatti il Sangue di Cristo cominciò ad essere adorato nella prima metà dell'Ottocento, attorno a una presunta reliquia della Passione che si conservava nella Basilica di S.Nicola in Carcere (oggi S. Giuseppe a Capo le case). San Vincenzo M. Strambi passionista, vescovo di Macerata e di Tolentino, è considerato il primo grande apostolo del Sangue del Redentore. Tanto è vero che i contemporanei di S. Vincenzo con vari epiteti, come «devotissimo » e « sommamente devoto », ci hanno attestato l'altissimo grado di pietà che egli aveva verso il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo. Secondo lo Strambi il cristiano doveva vivere questa devozione nella vita quotidiana: «L'amante del sangue di Gesù si ricorderà di ringraziare Dio del cibo e della bevanda, intingendo spesse volte il cibo nel suo sacratissimo sangue. Nel bere si ricorderà di accostar le labbra al santissimo costato, e di succhiar il divino Liquore che da esso abbondantemente scaturisce» Per indurre i cristiani al perdono di coloro che avevano arrecato loro qualche offesa affermava: «Ci si deve ricordare che Gesù versando il suo preziosissimo sangue, ha voluto con questo lavare, purificare, santificare ed unire insieme in pace santa tutti i cuori» Ancora: Il sangue divino predica al peccatore il dolore dei suoi peccati e l'amore al Divin Redentore: «Piange il buon Gesù per tenerezza e per dolore; ma il suo pianto e le sue lacrime sono mescolate con sangue. E questo stesso sangue con tante voci, quante sono le sue gocce preziosissime, grida teneramente: o anime care, o figli del mio cuore, quando detesterete vivamente il peccato, quando amerete il vostro Dio?» Nelle missioni trovava questa devozione adatta specialmente per chi aveva intrapreso seriamente il cammino della perfezione. S. Vincenzo li esortava a cercare Dio solo e a patire in silenzio col pensiero rivolto al sangue preziosissimo di Gesù, sparso con tanto amore e dolore, sicuri che gusteranno le dolcezze del paradiso. Questo stesso argomento adoperava per stimolare i parroci a compiere gli obblighi del loro ministero. Non si può restare inerti quando si considerano le anime nel cuore adorabile di Gesù e riscattate dal suo sangue. Diceva: «Che non fareste voi, che volete bene a Gesù, se in un puro cristallo dovreste custodire gelosamente il sangue sparso da Cristo nell'ultima sua agonia?»

(tratto da “LA CATECHESI DI S. VINCENZO MARIASTRAMBI, C.P. VESCOVO DI MACERATA E TOLENTINO”, di BRUNO SPINOZZI, C. P. , EDITRICE C.I.P.I.)

Tra gli altri propagatori, di questa devozione ricordiamo, San Gaspare del Bufalo che, diretto spiritualmente dallo Strambi, il 15 agosto 1815 fondò la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, a cui si iscrissero uomini di grande santità, come il ven. Servo di Dio d. Giovanni Merlini, Giovanni Mastai Ferretti, il futuro Pio IX. La festa liturgica nel corso della storia subì non poche modifiche, Pio IX la fissò al primo luglio, e Pio XI la elevò a rito doppio di prima classe nell'aprile 1934, a ricordo del XIX centenario della Redenzione. Paolo VI, poi, abbinò questa festa a quella del Corpus Domini, creando però malcontento tra i devoti e gli istituti religiosi dedicati al Sangue di Cristo. Ricevuti in udienza i devoti e gli istituti, il Papa volle chiarire il significato di tale abbinamento, ribadendo la sua intenzione di non degradare in nessun modo la devozione al Sangue Preziosissimo di Nostro Signore. Il Santo Padre concesse ugualmente il diritto di celebrare la festa il primo giorno del mese di luglio, con il rango di solennità.

Al di là della ricorrenza liturgica è bene ricordare che dal sangue sparso di Cristo che noi uomini abbiamo la salvezza. Come ricorda la lettera agli Ebrei: “Abbiamo la sicurezza di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù Cristo”.

Nessun commento:

Posta un commento