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martedì 21 giugno 2016

San Luigi Gonzaga, il rampollo di Cristo!



Il 21 Giugno la Chiesa Cattolica festeggia San Luigi Gonzaga, uno dei tanti candidi gigli del suo mistico giardino. San Luigi nacque il 19 Marzo 1568 in una delle più sfarzose corti del suo tempo. I genitori erano i marchesi di Mantova. La cosa che colpisce maggiormente in questo santo è l'eroica purezza e l'esemplare carità verso i poveri. Nella nostra società, dove la candida virtù della purezza viene vista come qualcosa di utopico e di impraticabile, il santo di Mantova ci insegna che nulla è impossibile a Dio e che il volto del Signore lo contemplano solo coloro che hanno mani innocenti e cuore puro. Basta volerlo, e Luigi lo volle. Profondamente innamorato di Maria Santissima, Regina dei Vergini, attinse da lei quella forza per andare contro corrente, infatti all'età di 17 anni, contro la volontà di suo padre, decise di lasciare l'effimera ricchezza di questo mondo per seguire Cristo Signore nella Compagnia di Gesù, fondata da Sant'Ignazio di Loyola. All'obiezione del padre, Luigi esclamò : “Cerco la salvezza, cercatela anche voi! Non si può servire a due padroni... È troppo difficile salvarsi per un signore di Stato!”. E la salvezza la trova proprio nella sequela di Ignazio. Durante la sua intensa, se pur breve, vita da religioso si dedico con profondo zelo alla vita ascetica e penitenziale, tanto da costringere i suoi superiori ad ordinargli di non fare più penitenze. Questo comando, allora, divenne per lui una vera penitenza. Luigi ormai era avviato agli studi di teologia per ascendere al sommo ordine del sacerdozio, quando a Roma si abbatté una grande epidemia di peste. I Gesuiti si prestarono generosamente per l'assistenza agli appestati, e tra loro c’era anche l’instancabile rampollo di Mantova, il quale stava sempre a fianco dei malati e dei moribondi. L'amore per Cristo, presente in quei poveri sofferenti, lo spingeva a chiedere l'elemosina nei palazzi dei nobili della Città eterna. L'eroismo della carità lo portò una volta a caricarsi sulle spalle un moribondo infetto dalla peste. Probabilmente, fu in quella occasione che Luigi ricevette il contagio. Ecco che Luigi iniziò a salire il Calvario con Cristo, trascorrendo i giorni di malattia nella sua cella assistito dai confratelli. Un confratello, vedendo il figlio di un nobiluomo ridotto tutto una piaga, esclamò: “Perché questa morte? Perché la carità non protegge dal contagio della peste?”, gli diceva piangendo un suo amico. “Non si può morire a 23 anni! Non può morire così un Gonzaga. Il figlio del duca di Mantova!”. Luigi, allora, aprì gli occhi, e con voce flebile disse: “Non può morire così un Gonzaga? Nostro Signore è morto in Croce, ed era il Figlio di Dio...”. Poi alzò la mano, come a volerlo accarezzare. Ma non lo toccò. Guardò in un punto della stanza, come a fissare lo sguardo su qualcuno che non c'era, e sussurrò le parole del Cantico dei Cantici: “…perché forte come la morte è l'amore...”. Ed in quell'istante tutto tacque. Tutto fu pace. Così muoiono i santi! Luigi Gonzaga rese santamente l'anima a Dio il 21 Giugno 1591, a soli 23 anni. Il 31 dicembre 1726 venne canonizzato da Papa Benedetto XIII. Papa Pio XI lo nominò Patrono della gioventù cattolica nel 1926. 

San Luigi ti preghiamo: ingegna ai giovani, desiderosi di seguire Cristo nella via della consacrazione, l'amore per il tuo Regno, la pratica dell'angelica virtù della purezza di cui tu fosti mirabile esempio, e l'amore verso i poveri e i sofferenti, perché possiamo come te godere di quella corona di gloria che spetta ai santi in paradiso.


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